IVIE - Imposta immobili all'estero
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IVIE - Immobili all Estero

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L'imposta sugli immobili detenuti all'estero è un nuovo balzello voluto dal governo Monti.

L'art. 19 della 201/2011 stabilisce: 

(( 13. A decorrere dal 2011 (2/12/2012 Novità:  L’Ivie potrebbe venire applicata non più dal 2011 ma dal 2012. la modifica dei termini è contenuta nella bozza di Legge di Stabilità (la ex Finanziaria) già approvata dalla Camera dei Deputati. La stessa bozza è attualmente all’esame del Senato e, se verrà deliberata senza emendamenti, diverrà legge.) e' istituita un'imposta sul valore degli immobili situati all'estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato. ))

(( 14. Soggetto passivo dell'imposta di cui al comma 13 e' il proprietario dell'immobile ovvero il titolare di altro diritto reale sullo stesso. L'imposta e' dovuta proporzionalmente alla quota di possesso e ai mesi dell'anno nei quali si e' protratto il possesso; a tal fine il mese durante il quale il possesso si e' protratto per almeno quindici giorni e' computato per intero. ))

(( 15. L'imposta di cui al comma 13 è stabilita nella misura dello 0,76 per cento del valore degli immobili. L'imposta non è dovuta se l'importo, come determinato ai sensi del presente comma, non supera euro 200. Il valore è costituito dal costo risultante dall'atto di acquisto o dai contratti e, in mancanza, secondo il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l'immobile. Per gli immobili situati in Paesi appartenenti alla Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un
adeguato scambio di informazioni, il valore è quello catastale come determinato e rivalutato nel Paese in cui l'immobile è situato ai fini dell'assolvimento di imposte di natura patrimoniale e reddituale o, in mancanza, quello di cui al periodo precedente.» (modificato con D.L. 16/2012 ))

15-bis. Per i soggetti che prestano lavoro all'estero per lo Stato italiano, per una sua suddivisione politica o amministrativa o per un suo ente locale e le persone fisiche che lavorano all'estero presso organizzazioni internazionali cui aderisce l'Italia la cui residenza fiscale in Italia sia determinata, in deroga agli ordinari criteri previsti dal Testo Unico delle imposte sui redditi, in base ad accordi internazionali ratificati, l'imposta di cui al comma 13 è stabilita nella misura ridotta dello 0,4 per cento per l'immobile adibito ad abitazione principale e per le relative pertinenze. L'aliquota ridotta si applica limitatamente al periodo di tempo in cui l'attività lavorativa è svolta all'estero. Dall'imposta dovuta per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro 200 rapportati al periodo dell'anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l'unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica. Per gli anni 2012 e 2013 la detrazione prevista dal periodo precedente è maggiorata di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a ventisei anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale. L'importo complessivo della maggiorazione, al netto della detrazione di base, non può superare l'importo massimo di 400 euro. Per gli immobili di cui al primo periodo non si applica l'articolo 70, comma 2, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (aggiunto con D.L. 16/2012))

(( 16. Dall'imposta di cui al comma 13 si deduce, fino a concorrenza del suo ammontare, un credito d'imposta pari

all'ammontare dell'eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui e' situato l'immobile. "Per gli immobili situati in Paesi appartenenti alla Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, dalla predetta imposta si deduce un credito d'imposta pari alle eventuali imposte di natura patrimoniale e reddituale gravanti sullo stesso immobile, non già detratte ai sensi dell'articolo 165 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917."(aggiunto con D.L. 16/2012))

(( 17. Per il versamento, la liquidazione, l'accertamento, la riscossione, le sanzioni e i rimborsi nonche' per il contenzioso, relativamente all'imposta di cui al comma 13 si applicano le disposizioni previste per l'imposta sul reddito delle persone fisiche.

Tale testo ha suscitato diverse prese di posizione da alcuni stati della UE in quanto tale disposizione avrebbe disincentivato gli investimenti degli italiani all'estero e ciò ha determinato alcune recenti modifiche peraltro di scarsa rilevanza quale la possibilità di calcolare il valore dell'immobile, ove possibile, sulla scorta dei valori catastali, se esistenti nello stato interessato.

La presente imposta, passata quasi inosservata, determina una situazione poco piacevole per gli stranieri residenti in Italia .come del resto è già accaduto con il quadro RW del modello unico che mi domando se sia stato effettivamente compilato a suo tempo. La portata è vastissima, infatti tutte queste persone, magari residenti temporaneamente in Italia per lavoro dovranno corrispondere un'imposta su dei beni che possiedono nella loro nazione. Pensiamo alle etnie romene, moldave, filippine, marocchine, tunisine, turche, egiziane, greche, albanesi, cinesi, giapponesi, indiane etc. presenti in Italia, che quasi sicuramente possiedono immobili nei loro stati di origine, come potranno essere sollecitate ad effettuare i dovuti versamenti della nuova imposta quando pochissimi hanno compilato i quadri RW e nessuno comprenderà perchè debba pagare in Italia su beni posseduti all'estero.

Risposte ai vostri quesiti:

IVIE Immobili in Francia (vedi articolo)

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