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Nuovo Regime dei Minimi

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IL NUOVO REGIME DEI MINIMI

come ora si accede e come si esce dal nuovo Regime dei Minimi

L’ingresso nel nuovo regime dei minimi previsto dall’art. 27, D.L. n. 98/2011 richiede adempimenti differenti a seconda che il soggetto interessato:

  • inizi l’attività nel 2012;

  • l’abbia iniziata dal 2008 e applichi il nuovo regime dal 2012 o successivamente.

La fuoriuscita dal regime può, inoltre, avvenire sia per opzione che per legge.

Si propongono di seguito alcune domande e risposte sulle modalità di accesso e di fuoriuscita dal nuovo regime dei minimi, anche alla luce degli importanti chiarimenti forniti in materia dalla Circolare n. 17/E del 30.05.2012 dell’Agenzia delle Entrate.

 

Domande e risposte

 

D.1. Come può aderire al nuovo regime dei minimi ex art. 27, D.L. 98/2011 un contribuente che ha iniziato l’attività nel 2012?

R.1. Il soggetto che ha iniziato l’attività dal 2012 e intende adottare il nuovo regime dei minimi previsto dall’art. 27, D.L. n. 98/2011 non deve esprimere alcuna specifica opzione, ma dovrà comunicare la scelta nella dichiarazione di inizio attività, compilando il nuovo mod. AA9/11, approvato dall’Agenzia delle Entrate con il Provvedimento 18.5.2012.

Poiché il nuovo modello è utilizzabile solo dal 22.5.2012, la Circolare n. 17/E/2012 ha precisato che i soggetti che hanno già presentato, in sede di inizio attività, il precedente mod. AA9/10, barrando la casella riferita al “vecchio” “Regime per i contribuenti minimi (vedi esempio qui sotto),

non sono tenuti ad alcun ulteriore adempimento, posto che “la scelta viene interpretata come intenzione di adesione al nuovo regime fiscale di vantaggio”.

 

 

D.2. I contribuenti che, a causa delle incertezze del vecchio regime, hanno richiesto la partita iva senza comunicare la scelta per il nuovo regime dei minimi, possono ora regolarizzare?

R.2. l soggetti che, “a causa delle incertezze applicative” del nuovo regime e nelle more delle istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate, hanno richiesto la partita IVA senza effettuare alcuna comunicazione in merito alla scelta per detto regime, potevano presentare una dichiarazione di variazione dati, senza applicazione di sanzioni, entro il 29.7.2012, termine che, essendo domenica, è slittato al 30.07.2012.

 

D.3. Se un contribuente, pur intendendo applicare dal 2012 il nuovo regime dei minimi, ha già emesso fatture con applicazione dell’Iva nei primi mesi del 2012, tale comportamento è considerato concludente ai fini dell’opzione per il regime ordinario?

R.3. No. Al riguardo, un’importante precisazione è stata fornita dalla Circolare n. 17/E/2012, nella quale si afferma che, in tal caso:

  • l’emissione di fatture con applicazione dell’imposta non può essere ritenuto comportamento concludente ai fini dell’opzione per il regime ordinario;

  • il soggetto interessato può emettere, entro il 29.7.2012 (termine già decorso) ovvero entro la prima liquidazione IVA successiva se la stessa cade dopo il predetto termine, una nota di variazione. Considerato che i contribuenti minimi non sono tenuti all’annotazione delle fatture, la nota di variazione va soltanto conservata.

L’acquirente/committente che ha ricevuto le predette fatture (con IVA) deve annotare la relativa nota di variazione, salvo il diritto ad ottenere la restituzione dell’importo pagato a titolo di IVA al cedente/prestatore.

 

 

D.4. Come possono aderire al nuovo regime dei minimi i contribuenti che hanno iniziato l’attività dal 2008 ed intendono applicare il nuovo regime dal 2012?

R.4. I soggetti che hanno iniziato l’attività dal 2008 ed intendono applicare il nuovo regime dal 2012 sono tenuti ad adempimenti differenziati a seconda del regime adottato fino al 2011. In particolare, i contribuenti che hanno adottato:

  • il regime degli “ex” minimi non devono effettuare alcuna comunicazione per l’accesso al nuovo regime;

  • il regime delle nuove iniziative, devono revocare la relativa opzione, barrando la casella “R” presente nel mod. AA9/11. Non è obbligatoria la comunicazione dell’adesione al nuovo regime, anche se è possibile effettuarla contestualmente alla revoca. Se il soggetto comunica/ha comunicato l’adesione al nuovo regime, senza comunicare la revoca per il regime delle nuove iniziative, quest’ultima interviene automaticamente;

  • il regime ordinario, ed è decorso il triennio obbligatorio di permanenza, devono comunicare la revoca per tale regime:

  • presentando il quadro VO del mod. IVA allegandolo al mod. UNICO 2013 PF;

  • non è richiesta la presentazione del mod. AA9/11.

 

 

D.5. Un contribuente che ha aderito al nuovo regime dei minimi può optare successivamente per la fuoriuscita da tale regime?

R.5. La fuoriuscita/disapplicazione del nuovo regime dei minimi può avvenire per opzione o per legge. Il soggetto che applica il nuovo regime dei minimi può decidere di fuoriuscire dallo stesso e optare per il regime ordinario di determinazione del reddito e dell’IVA. Tale opzione può essere esercitata anche dai soggetti che iniziano l’attività e, pur avendo i requisiti, non intendono adottare il nuovo regime. L’opzione per il regime ordinario:

  • avviene tramite il comportamento concludente e;

  • deve essere comunicata con la dichiarazione annuale IVA (quadro VO) relativa all’anno con riferimento al quale è stata operata la scelta (ad esempio, il soggetto che ha iniziato l’attività nel 2012 e che, pur avendo i requisiti per l’applicazione del nuovo regime ha adottato il regime ordinario, deve comunicare tale scelta nel quadro VO del mod. IVA 2013 relativo al 2012).

In alternativa il soggetto può optare per il regime contabile “agevolato” previsto dall’art. 27, comma 3, DL n. 98/2011. Secondo quanto specificato nel Provvedimento 22.12.2011, l’opzione va comunicata con la dichiarazione annuale IVA (quadro VO) relativa all’anno con riferimento al quale è stata operata la scelta.

In sede di inizio dell’attività il soggetto avente i requisiti per il nuovo regime può comunque optare per il regime delle nuove iniziative. In tal caso, al fine di manifestare detta scelta, nel mod. AA9/11 va barrata l’apposita casella.

Diversamente da quanto accadeva per il vecchio regime dei minimi, l’opzione per la fuoriuscita dal regime dei “nuovi” minimi è definitiva. Di conseguenza, il soggetto che cessa di applicare il regime agevolato non può più avvalersene.

 

 

D.6. Quali sono le cause di fuoriuscita per legge dal nuovo regime dei minimi?

R.6. Il regime dei minimi cessa di avere efficacia a seguito del venir meno dei requisiti previsti per l’applicazione dello stesso, ossia quando alternativamente il contribuente:

  • consegue ricavi/compensi superiori a € 30.000;

  • effettua cessioni all’esportazione;

  • sostiene spese per lavoratori dipendenti/collaboratori;

  • eroga somme a associati in partecipazione con apporto di solo lavoro;

  • effettua acquisti di beni strumentali che, sommati a quelli dei 2 anni precedenti, superano € 15.000. A tal proposito l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 17/E/2012, chiarisce che il valore dei beni strumentali cui fare riferimento è pari all’ammontare dei corrispettivi relativi alle operazioni di acquisto effettuate anche presso soggetti non titolari di partita Iva. Tali corrispettivi rilevano in base ai momenti in cui le operazioni si considerano effettuate ai fini Iva. I beni strumentali solo in parte utilizzati nell’ambito dell’attività di impresa/lavoro autonomo esprimono un valore pari al 50% dei relativi corrispettivi;

  • applica un regime speciale IVA;

  • trasferisce la residenza all’estero;

  • effettua, in via esclusiva o prevalente, cessioni di fabbricati o relative porzioni, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi;

  • acquisisce partecipazioni in società di persone, srl trasparenti, associazioni professionali.

Il contribuente perde la possibilità di avvalersi del regime anche quando si verifica uno dei seguenti eventi:

  • cambiamento dell’attività e adozione di un regime speciale Iva;

  • trasferimento della residenza all’estero;

  • cambiamento dell’attività ed effettuazione, in via esclusiva o prevalente, di cessioni di fabbricati, di porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi;

  • acquisizione di partecipazioni in società di persone, in s.r.l. con ristretta base proprietaria che hanno esercitato l’opzione per la trasparenza o in associazioni professionali costituite per l’esercizio in forma associata di arti e professioni.

 

D.7. Da quando decorre la decadenza per legge dal regime dei minimi?

R.7. Analogamente a quanto previsto per il “vecchio” regime dei minimi, l’uscita dal nuovo regime si determina:

  • dall’anno successivo a quello in cui:

  • è superato il limite di ricavi/compensi, sono effettuate cessioni all’esportazione, ovvero sostenute spese per i dipendenti o lavoratori a progetto;

  • è applicato un regime speciale IVA, sono effettuate cessioni di fabbricati e mezzi di trasporto nuovi ovvero interviene la partecipazione in società di persone, srl trasparenti o studi associati;

  • dall’anno stesso, qualora il limite sia superato di oltre il 50%, ossia i ricavi/compensi incassati siano superiori a € 45.000. Il superamento del limite dei ricavi e dei compensi oltre il 50% comporta l’applicazione del regime ordinario per i successivi 3 anni.

 

D.8. Quali sono gli adempimenti da porre in essere a seguito della fuoriuscita dal nuovo regime dei minimi?

R.8. Nel caso di fuoriuscita dal nuovo regime dei minimi, il contribuente deve effettuare i seguenti adempimenti:

  • ai fini Iva:

  • istituzione dei registri IVA entro il termine per l’effettuazione della liquidazione periodica del mese o trimestre in cui è stato superato il limite;

  • adempimento degli ordinari obblighi in relazione alle operazioni che determinano il superamento del limite e per quelle effettuate successivamente;

  • presentazione, entro i termini ordinari, della Comunicazione dati IVA e del mod. IVA;

  • versamento, entro i termini ordinari, dell’IVA risultante dal mod. IVA relativo all’anno di superamento del limite

  • annotazione, entro il termine di presentazione del mod. IVA, dei corrispettivi e degli acquisti effettuati prima del superamento del limite;

  • ai fini Irpef ed Irap:

  • istituzione dei registri e delle scritture contabili ex DPR n. 600/73 annotando le operazioni a decorrere dal mese in cui è stato superato il predetto limite;

  • adempimento degli obblighi previsti per le operazioni che determinano il superamento del limite e per quelle effettuate successivamente;

  • presentazione, entro i termini ordinari, degli studi di settore, dei parametri e della dichiarazione annuale relativi all’anno di superamento del limite;

  • versamento, entro i termini ordinari, delle imposte a saldo, relative all’anno di superamento del limite;

  • annotazione, entro il termine di presentazione della dichiarazione, delle operazioni relative alla cessione di beni / prestazioni di servizi degli acquisti effettuati prima del superamento del limite.

 

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