Wedding Planner - inquadramento attività di Wedding Planning - Aspetti civili, amministrativi fiscali ed antiriciclaggio
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Wedding Planner - inquadramento attività di Wedding Planning - Aspetti civili, amministrativi fiscali ed antiriciclaggio

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QUESITO: Gent. Dott. Savia buongiorno,
Ho un quesito da porle in merito all’attività di wedding planning che quotidianamente svolgiamo:
Come già sa, nei confronti dei nostri sposi noi siamo l’unico fornitore, in quanto essi pagano noi per i vari servizi richiesti. Nel caso dei viaggi di nozze è lo stesso discorso: pagano a noi l’importo del viaggio che noi provvediamo a far organizzare da un tour operator specializzato.
I rapporti con il tour operator li teniamo noi, quindi anche nel caso di lista viaggio (se gli sposi decidono di farsi regalare dagli invitati il viaggio) i soldi che gli ospiti decidono di versare arrivano sul ns conto, e noi poi li giriamo al tour operator. Sostanzialmente le diverse quote regalo (sia bonifici, sia contanti portati direttamente in ufficio) le raccogliamo noi per poi girarle poco per volta al tour operator.  Dunque il ns cliente è la coppia di sposi e non gli invitati al matrimonio.
Mi è capitato, tuttavia, che una signora abbia versato una somma sul nostro conto corrente e mi abbia chiesto la fattura, con intestazione il suo studio commercialistico poiché il versamente proveniva da quel conto.
Sono obbligata a fargliela?
Ma soprattutto, vìolo la legge raccogliendo denaro per queste operazioni relative ai viaggi di nozze? E’ ovvio che non siamo un’agenzia di viaggi, bensì di servizi: mio marito mi ha fatto notare che, in caso di controlli, la circolazione di denaro sul ns conto societario potrebbe far venire forti dubbi sulla sua provenienza.

La ringrazio per un tempestivo riscontro e la saluto cordialmente.

 

RISPOSTA

l'attività di wedding planning non è chiaramente disciplinata, piuttosto trascurata da un punto di vista fiscale e civilistico e molto complicata.

Le illustro di seguito quale debba essere, a mio avviso, in via propedeutica per un prossimo appuntamento, l'impostazione.

Innanzi tutto tengo a segnalare che l'attività di Wedding planning potrebbe essere considerata attività di Agenzia d'affari. Il controllo sull'esercizio delle agenzie d'affari è di competenza del Comune. Il Comune di Torino indica, per l'inquadramento quanto segue:

"Per agenzie d'affari si fa riferimento alle imprese, comunque organizzate, che si offrono quali intermediari nell'assunzione o trattazione di affari altrui, prestando la propria opera a chiunque ne faccia richiesta, con l'esclusione di quelle attività di intermediazione che sono soggette ad una particolare normativa di settore. Gli elementi che caratterizzano l'agenzia d'affari sono : l'esercizio organizzato ed abituale di una serie di atti, una prestazione d'opera a chiunque ne faccia richiesta, la natura essenzialmente di intermediazione di tale opera, il fine di lucro. Il D.lgs. 112/98 ha demandato ai Comuni la competenza amministrativa in merito, salvo alcuni tipi di agenzie per le quali la competenza è rimasta alle Questure(recupero crediti, aste per pubblici incanti, matrimoniali, pubbliche relazioni). Si elencano, a titolo indicativo e non esaustivo, le principali attività sottoposte al controllo comunale:

  • compravendita di oggetti usati per conto terzi
  • compravendita di autoveicoli, motoveicoli usati per conto terzi
  • spedizioni per conto terzi
  • esposizioni e compravendita di opere d'arte per conto terzi
  • pubblicità per conto terzi (nelle forme attualmente previste: a mezzo televisione, radio stampa, manifesti
  • inserzioni pubblicitarie per conto terzi
  • disbrigo pratiche amministrative, visure e certificati per conto terzi
  • disbrigo pratiche amministrative in materia funeraria
  • collocamento complessi di musica leggera per conto terzi
  • disbrigo pratiche infortunistiche per conto terzi
  • viaggio(che sono soggette ad una normativa specifica)

Occorre:

Da quanto sopra per svolgere tale attività occorrerebbe essere in possesso di una licenza comunale o di una segnalazione certificata d'inizio attività.

Nelle liste nozze occorre definire innanzi tutto se queste si riferiscono a cessioni di beni ovvero a prestazioni di servizi ed infine ancora se i corrispettivi siano o meno da assoggettare ad IVA.

Nel vostro caso se fatturate voi il viaggio dovreste essere inquadrati come AGENZIE RIVENDITRICI di PACCHETTI TURISTICI: dall'1.1.1998 è previsto un particolare sistema di determinazione dell'Iva per le agenzie che vendono in nome e per conto proprio pacchetti turistici organizzati da altri soggetti (tour operator) o si avvalgono per la vendita di tali pacchetti di mandatari senza rappresentanza (= soggetti che agiscono in nome proprio e per conto dell'agenzia).
L'Iva dovuta dall'agenzia rivenditrice e dal mandatario si calcola sulla differenza fra il prezzo pagato dal viaggiatore all'agenzia rivenditrice e il prezzo pagato dall'agenzia stessa al
tour operator (comprensivi di Iva). Dal risultato così ottenuto, si scorpora l'Iva e successivamente si calcola con l'aliquota ordinaria l'Iva dovuta dall'agenzia rivenditrice e dall'intermediario.

Occorre a questo punto stabilire a quale titolo vengano versate le somme da parte degli amici degli sposi.

Se si trattasse di caparre, ai fini IVA non vi sarebbero problemi in quanto i pagamenti non sono soggetti ad IVA in ogni caso. Se però i pagamenti venissero fatti in conto prezzo occorrerebbe emettere una fattura assoggettando ad IVA l'importo. Questo può essere stabilito nel contratto con il committente.
Per quanto riguarda la tracciabilità dei pagamenti le allego un LINK ad un articolo dal quale si possono rilevare lo stato di assoluto buio nel quale si trovino gli operatori. Personalmente condivido la necessità di  mantenere la tracciabilità accettando anche eventualmente pagamenti in contanti acquisendo però i dati (compreso codice fiscale) del donante.

Circa l'emissione della fattura al richiedente, occorre analizzare caso per caso la situazione secondo quanto detto in precedenza. Se si trattasse di caparra è possibile l'emissione di una fattura non assoggettata ad IVA ai sensi art. 2 Dpr 633/72. Se si trattasse di acconto prezzo occorrerebbe assoggettarla ad IVA e poi dedurre l'importo dalla fattura a saldo.

Enrico Savia